De libero arbitrio | Andrea Lazzero

Aggiornato il: gen 30

La scelta è una cosa bizzarra. Se si hanno opzioni diverse, in circostanze diverse, si finisce per essere diversi a propria volta?

Di certo ci si può ritrovare con un lavoro diverso o trovare ispirazione da persone diverse, ma nel profondo si continua a essere la stessa persona? Con gli stessi problemi, lavorativi e personali, e le stesse necessità di aiuto? Qualcuno continua a percorrere il sentiero su cui si trova senza mai sapere che esiste un percorso diverso, con un potenziale sepolto giù in profondità, ma comunque presente. Qualcuno fa scelte immorali invece di quelle morali, ma ha comunque la sua coscienza, quindi la domanda è se sceglierà mai di ascoltarla. E a volte nella vita di qualcuno semplicemente non è il momento giusto di fare determinate scelte, e per quanto un altro voglia fortemente spingerlo nella direzione che sembra più giusta, serve comunque che sia lui stesso a scoprirla, magari non rendendosi conto dei meriti dell'altro che l'ha indirizzato, ma sono quei casi in cui ciò che importa è solo ed esclusivamente il raggiungimento dell'obiettivo. Fanculo il percorso. E alcune persone trovano l'amore nelle situazioni più strane e in qualche modo sono più felici per questo. E altre, non importa quanto si mescolino le carte, finiscono per fare le stesse scelte e essere attratti dalle stesse persone, dalle stesse passioni. In fin dei conti, tutto è bene quel che finisce bene. A quanto pare non si dovrebbe quindi mai nemmeno provare a modificare nulla, ma ho una domanda migliore, perché dopotutto non siamo forse tutti qui per un po' di amore, foss'anche solo quello per noi stessi? E allora, la domanda è: cosa faremmo uno al posto dell'altro, se non scegliere?




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